Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della scomparsa di mons. Guglielmo Biasutti e non si poteva far concludere il 2025 senza un ricordo di questa straordinaria figura di uomo di cultura e di carità. Bene ha fatto quindi la Biblioteca del Seminario Arcivescovile a organizzare un convegno che si terrà domani presso la Sede della Società Filologica Friulana, a Palazzo Mantica in via Manin a Udine.
Il Convegno, che si articolerà in due sessioni, nella mattinata e nel pomeriggio, vedrà la partecipazione di numerosi studiosi, che affronteranno i molteplici aspetti di questo uomo geniale e che ha impresso una forte impronta alla cultura friulana del secolo scorso.
Fra i molteplici aspetti, senz’altro meritano citati alcuni tratti che rendono singolare la sua opera.
Ci riferiamo in particolare alla sua presa di posizione contro le leggi razziali che il Regime fascista introdusse nel 1938. Nel dibattito che precedette la approvazione della legislazione antiebraica, Biasutti intervenne con un libretto dal titolo “Ebrei e cattolici in Italia” edito nel 1937 seppure firmandolo con lo pseudonimo di G. Natti Dubois. Mons. Biasutti esprime la profonda comprensione verso gli Ebrei che definisce “fratelli maggiori” definizione che verrà più volte richiamata nei decenni successivi anche nei documenti papali. Il libro che fu stampato presso le Arti Grafiche Friulane, venne pubblicato con l’imprimatur dell’Arcivescovo di Udine, mons. Giuseppe Nogara.
Non possiamo poi dimenticare il suo protagonismo negli anni dell’immediato dopoguerra: su incarico vescovile costituì (febbraio 1948) i Comitati cattolici (poi civici), di cui fu lucido estensore del programma volto a promuovere e organizzare il mondo cattolico nel confronto delle elezioni.
Significativa fu la esperienza della Crociata mariana “Madonna Missionaria” che vide migliaia di fedeli partecipare a questo evento che ha toccato praticamente tutte le parrocchie della vasta arcidiocesi. Occorre calarsi nel clima di quegli anni, così carico di odio e di risentimento, oltre che di contrasto politico ed ideologico, per tentare di comprendere il significato di questa iniziativa di Biasutti: riconciliare gli animi mediante il pressante invito alla preghiera, al digiuno, alla penitenza, al sacrificio. Sono modalità che oggi ci suscitano sentimenti di stupore se non di rifiuto, poiché ci appaiono assolutamente lontani dalla sensibilità attuale. Certo sono trascorsi quasi otto decenni e il mondo e la Chiesa sono profondamente cambiati, ma uno sguardo attento non ci può far sfuggire, la profonda concretezza e l’adeguatezza del metodo promosso da Biasutti, che fu il primo in Italia a promuovere ed organizzare un simile evento pubblico collettivo di questo genere.
Allegato il programma del Convegno.