L’Associazione Partigiani Osoppo ha presentato all’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, il volume Un vescovo nella tempesta, scritto da Lodovico Copetti e dedicato a mons. Giuseppe Nogara, alla guida dell’arcidiocesi udinese dal 1928 al 1955.
All’incontro sono intervenuti il presidente dell’Associazione, Roberto Volpetti, e l’autore del libro, Lodovico Copetti.
Durante l’incontro sono stati illustrati i principali contenuti della pubblicazione che ricostruisce il ruolo di Nogara negli anni della guerra e della Resistenza in Friuli.
Volpetti ha richiamato l’originalità dell’esperienza della Osoppo Friuli, formazione partigiana nata per decisione del Comitato di Liberazione Provinciale di Udine su iniziativa dei rappresentanti della Democrazia Cristiana e del Partito d’Azione. Nella vicenda osovana ebbero un ruolo anche una quarantina di sacerdoti, impegnati nella rete clandestina con compiti diversi e con il consenso dell’arcivescovo Nogara, che seguiva da vicino l’evolversi della situazione.
Copetti ha delineato la figura di mons. Nogara, sottolineandone il profilo umano, pastorale e istituzionale. Originario di una famiglia legata ad ambienti di rilievo in Vaticano, Nogara poteva contare su una rete di rapporti che gli consentì di seguire con attenzione la situazione italiana ed europea. Tra i suoi interlocutori vi fu anche mons. Giovanni Battista Montini, allora Sostituto della Segreteria di Stato. Questi contatti furono particolarmente importanti per una diocesi collocata in un’area di confine, attraversata da forti tensioni politiche e militari.
Durante il conflitto, l’arcivescovo mantenne una linea improntata all’equilibrio e intervenne più volte a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra, in particolare dalle rappresaglie dell’esercito tedesco e dei cosacchi. Per Volpetti e Copetti, il volume rappresenta un punto di partenza per ulteriori ricerche sul ruolo, spesso determinante, dell’arcivescovo Nogara.La possibilità di accedere oggi a nuova documentazione archivistica, è stato sottolineato, rende opportuni nuovi approfondimenti storici.
Mons. Lamba ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e ha incoraggiato la prosecuzione della ricerca, auspicando anche una più ampia diffusione del volume e dei suoi contenuti in ambito scolastico.