L'intervento che il presidente dell'APO Roberto Volpetti ha tenuto nel corso della manifestazione per la celebrazione del 25 aprile si è rivolto in particolare al ricordo di coloro "che contribuirono alla riconquista della libertà: certamente in primis le formazioni partigiane che qui in Friuli portarono i nomi e i fazzoletti verdi della Osoppo e rossi della Garibaldi.
Ma è giusto ricordare tutti coloro che furono protagonisti di questa lotta che assunse i caratteri di una vera Guerra di Liberazione."
Volpetti ha voluto elencare questi protagonisti: "gli internati militari, i deportati nei campi di concentramento, i soldati del Corpo di Liberazione; e poi gli eserciti Alleati: dai più importanti come quello inglese (compresi i soldati appartenenti ai paesi del Commonwealth, australiani, canadesi, neozelandesi, etc.).
Poi l’americano, quello francese, e l’Armata Polacca del generale Anders, fino a quelli più piccoli come il corpo di spedizione brasiliano o quello greco e la Brigata Ebraica. Ognuno partecipò alla liberazione del nostro paese con un pesante tributo di sangue e di sofferenza che si unì al sacrificio delle formazioni partigiane e alla grande sofferenza della popolazione civile."
"Noi oggi ricordiamo questi protagonisti, e ci rendiamo conto di avere straordinario bisogno di esempi di dedizione e di sacrificio. Oggi siamo alle prese con la pandemia e una situazione economica e sociale certamente non facile, mentre assistiamo alla tragedia, che si svolge alle porte di casa nostra, con milioni di stranieri alla ricerca di un approdo di speranza.
Non può non venire spontaneo un accostamento fra la situazione di oggi e gli anni della lotta di liberazione. Ciò che deve unire è innanzitutto lo sforzo per mantenere e rafforzare uno spirito di libertà, un effettivo esercizio della libertà, così come un effettivo esercizio della democrazia. Libertà e democrazia sono i due ingredienti necessari per la convivenza: necessari ma non sufficienti. Occorre che questi due fattori determinanti siano sostenuti da uno sforzo morale e spirituale, che consenta al nostro ineguagliabile patrimonio di civiltà di esprimersi al meglio.
Difficoltà ci sono state dicevamo, e difficoltà ce ne saranno sempre: non può essere altro che così! La storia ci fornisce infiniti esempi. L’insegnamento che dobbiamo trarre dai combattenti per la libertà è proprio quello di trovare le risorse morali e spirituali per riempire la libertà e la democrazia ritrovata."
La cerimonia udinese si è conclusa con la deposizione di una corona presso la targa che ricorda la attività delle popolazioni della zona del Tempio Ossario di Udine. Erano presenti il Sindaco di Udine, il presidente dell'ANPI Dino Spanghero e dell'ANED Marco Balestra ed il parroco padre Claudio Santangelo. Volpetti ha ricordato che presso tale Parrocchia fu presa la decisione di costituire la Brigata Osoppo, mentre nei mesi successivi fu creata una vasta rete clandestina di soccorso e cura di partigiani e soldati Alleati. Fu una immensa opera di solidarietà dalla quale occorre imparare.
E' seguito l'ultimo appuntamento presso il Cimitero Alleato di Adegliacco: assieme al Sindaco Moreno Lirutti con il labaro del Comune e le rappresentanze dei gruppi alpini, erano presenti il labaro della Associazione Partigiani Osoppo e della Federazione Italiana Volontari della Libertà, con i consiglieri dell'APO, Carla Toros, Jurij Cozianin e Edi Colaoni con l'alfiere Ferdinando Bernardis.