LA POSA DELLE PIETRE D'INCIAMPO A UDINE: UN COMMOSSO PERCORSO DELLA MEMORIA

Sabato 28 gennaio si è svolta in un clima di commosso raccoglimento, la cerimonia della posa delle 8 Pietre d'inciampo udinesi. Questo percorso della memoria ha avuto inizio nella frazione di Cussignacco dove è stata posata la pietra che ricorda Federico De Pauli, partigiano della Garibaldi ed è proseguito poi in via Aquileia per ricordare un altro garibaldino Walter Virgili. E' seguita poi la posa per ricordare l'osovano Antonio Danelutti: in questa tappa era presente il nipote Domenico Chiapolino.

Commovente è stata la rievocazione della figura di Giordano Gremese, tenutasi in viale Venezia presso il civico 202 e alla quale erano presenti la vedova, Maria Wernitznig, 99 anni compiuti di recente, ed il figlio Giorgio, oltre ai numerosi nipoti.

In via Castellana è stata posta la pietra in ricordo di Mario Zanuttini mentre in via Anton Lazzaro Moro quella di Giovan Battista Periz entrambi della Divisione Garibaldi. In via Isonzo è stata collocata la pietra in ricordo dell'osovano Carlo Chiaruttini. Ultima tappa in via Mercatovecchio dove di fronte al civico 12 è stata collocata la pietra che ricorda il maggiore Marco Bianchi, patriota originario di Marano Lagunare, ma residente a Udine la cui figura è stata rievocata dal nipote Noel Sidran presente assieme a numerosi altri famigliari. In questa tappa finale ed in alcune altre erano presenti varie classi del Liceo Stellini che hanno letto le biografie dei deportati.

Presso questa tappa conclusiva si sono tenuti gli interventi ufficiali della giornata. E' intervenuto per primo il presidente dell'APO Roberto Volpetti il quale ha ricordato il senso della giornata della Memoria ed il forte coinvolgimento della città a questa ricorrenza che ha trovato un importante coronamento con la posa delle Pietre. Ha voluto anche ricordare la figura di Etty Hillesum, giovane ebrea olandese, morta ad Auschwitz, ma che proprio nell'abisso del campo di concentramento ha trovato la fede in Dio. Ha citato un pensiero  che Papa Benedetto XVI ha dedicato qualche anno fa a questa ragazza che "nella sua vita dispersa e inquieta ritrova Dio proprio in mezzo alla grande tragedia del Novecento, la Shoah".

Sono intervenuti poi il presidente dell'ANPI della Provincia di Udine, Dino Spanghero ed il presidente dell'ANED Marco Balestra, sottolineando entrambi il grande significato della giornata.L'intervento conclusivo è stato quello del Sindaco di Udine, Pietro Fontanini il quale ha confermato che l'Amministrazione comunale continuerà con questo appuntamento annuale per rinnovare la memoria del dramma della deportazione.

Dove e quando:
Udine
28 gennaio 2023
L'intervento del presidente dell'APO Roberto Volpetti