INTERVENTO DEL SINDACO DI FAEDIS IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO PER RENDERE OMAGGIO AI PATRIOTI OSOVANI CADUTI ALLE MALGHE DI PORZUS

INTERVENTO DEL SINDACO DI FAEDIS IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO PER RENDERE OMAGGIO AI PATRIOTI OSOVANI CADUTI ALLE MALGHE DI PORZUS

Faedis, 29 maggio 2012



Benvenuto (friulano sloveno ed italiano) Presidente a Nome dell'Amministrazione Comunale di Faedis e della Comunità che ho la responsabilità e l'orgoglio di rappresentare.

La targa ora apposta, il riconoscimento delle malghe di Porzus a monumento nazionale, la presenza delle rappresentanze di Apo ed Anpi, delle Istituzioni e soprattutto la Sua presenza rappresentano per noi un momento di grande importanza.

Questo territorio, che ha vissuto fisicamente gli accadimenti della storia sul confine orientale: la tragedia di Porzus, l'incendio dei nostri paesi da parte dei nazifascisti, l'occupazione cosacca, decenni di una cortina di ferro che qui non era termine geopolitico ma fatto tremendamente concreto ed infine lo sfregio del terremoto che oggi ci fa sentire vicini alle popolazioni emiliane. E' un territorio che ha saputo sempre risollevarsi, ma forte poteva essere la tentazione a dimenticare, rimuovere e guardare solo avanti.

Invece questa e le precedenti Amministrazioni di Attimis e Faedis soprattutto queste Comunità non hanno mai esitato di fronte alla condanna dell'eccidio ancor più tragico perchè compiuto da mano che si riteneva amica.

Anche quando non era così facile, non si sono mai cercate semplicistiche pacificazioni o comode rimozioni, e nemmeno la sola commemorazione. Nella convinzione che assumere la portata dell'eccidio di Porzus, la particolarità ed anche la criticità della Resistenza al confine orientale, non significhi sminuirne importanza ma anzi al contrario che proprio il loro pieno riconoscimento fosse indispensabile per levare qualsiasi ombra da quella straordinaria stagione d'impegno che qui si concretizzò con la Zona Libera del Friuli Orientale.

Solo la piena condanna e consapevolezza di ciò che è avvenuto può farci ricordare insieme all'eccidio, le grandi tragedie e le sofferenze portate dal nazifascismo in questi territori ed in quelli vicini, può farci finalmente ricordare che per altri questo era quel confine occidentale che aveva rappresentato occupazioni, umiliazioni fino al concentramento nei campi di Visco e Gonars.

Può farci ricordare insieme e pienamente la straordinaria esperienza della Zona libera, la solidarietà dei paesi della Bassa friulana ai nostri bambini in fuga e la scelta di tanti giovani di allora che su queste montagne hanno avuto il coraggio di abbandonare le proprie necessità per il bene di tutti e senza chiedere nulla in cambio.

La Sua presenza e la Sua autorevolezza Presidente non sono solo importante testimonianza, possono e devono aiutare tutti noi a non ricadere nella distinzione continua o, nella rassicurante e spesso comoda visione di parte.

Mai come in questo momento dobbiamo avere il coraggio di riconoscere gli errori per poter cogliere il grande esempio positivo che quei giovani ci hanno lasciato.

Mai come in questo momento dobbiamo lasciarci prender per mano dagli Omoni di Calvino, dall'esempio di quelle persone che hanno sacrificato la vita per noi insegnandoci che anche nei momenti peggiori non si può pensare a salvare solo se stessi e che la scelta di un impegno per un futuro migliore non spetta sempre agli altri ma investe direttamente ognuno di noi.

In questo momento di crisi e difficoltà anche nel fortunato Nord Est dobbiamo avere la forza e la responsabilità di dire ai nostri cittadini, in particolare ai più giovani, che la scelta dell'impegno civile, dell'impegno per la propria Comunità ed il proprio paese non deve venir meno ma anzi, come ci hanno insegnato i giovani di allora è proprio nei momenti difficili che diventa fondamentale.

Don Chisciotte diceva “Salta in piedi Sancho è tardi, non vorrai dormire ancora, solo i cinici ed i codardi non si svegliano all’aurora. Per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri”.

Alziamoci in piedi, allora, impegniamoci, riprendiamoci la speranza in un futuro migliore che la Resistenza ha donato ad ognuno di noi.

Anche questi territori per anni sinonimo di confine e divisione, senza dimenticare, vogliono e possono guardare oltre, superando diffidenze anacronistiche che ancora esistono, sono convinto che le grandi culture qui presenti, il friulano e lo sloveno qui tutelati non siano elementi di identità che si chiudono ma ricchezze inestimabili per costruire qualcosa di più grande.

Noi ci impegneremo perchè questo giorno così importante per la nostra Comunità porti con sè questo messaggio, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare, non smetteremo mai di sostenere l'approfondimento storico ma soprattutto vogliamo far sì che la storia che ha attraversato profondamente questi territori non diventi solo commemorazione ma sia insegnamento.

Lavoreremo perchè dalla memoria di quei terribili anni di tirannia e dall'esempio di quei giovani si colga anche e soprattutto lo straordinario impegno, passione e voglia di partecipazione che seppero donare al Friuli, all'Italia ed alla nostra Costituzione.

Questo oggi è il grande patrimonio che abbiamo la responsabilità di far vivere e trasmettere ai nostri giovani.

Presidente avrei voluto comunicarLe solo la felicità e l'orgoglio che la Sua visita ha donato alla nostra Comunità, che Le assicuro è immenso, ma l'importanza della Sua presenza qui oggi è per noi la possibilità di guardare avanti con ancor più serenità è la sicurezza di non essere certo i soli a pensare che le grandi divisioni storiche, geografiche ed ideologiche del passato possono non solo essere superate ma da ciò che un tempo divideva questo territorio può trarre straordinarie opportunità, ed in definitiva costruire insieme il proprio futuro ed una parte dell'Europa di domani.

Grazie

Cristiano Shaurli

Dove e quando:
Faedis
29 maggio 2012