IL RICORDO DI DON LUIGI PIVIDORI A SESSANTA ANNI DALLA SCOMPARSA

Don Luigi Pividori era nato a Tarcento nel 1904. Divenuto sacerdote fu dapprima cappellano a Tissano e poi a Reana, fino al 1941 quando fu nominato parroco di Vergnacco. In tale frazione del Rojale, rimase fino alla sua morte: ventitré anni che furono caratterizzati dalla sua straordinaria figura di pastore. Durante i terribili mesi della Guerra di Liberazione la sua canonica era diventata punto di riferimento e di ospitalità: il Rojale e soprattutto Vergnacco vennero a trovarsi nell’epicentro delle attività partigiane e quindi non mancavano le conseguenti rappresaglie dei tedeschi.

Vergnacco si trova a poche centinaia di metri dalla linea ferroviaria Pontebbana ove transitavano i treni carichi di deportati inviati nei campi di concentramento tedeschi. Molti riuscivano a fuggire e non poche volte trovavano ospitalità presso la canonica di Pre Vigj.

Molti furono anche i partigiani della Osoppo che si furono nascosti e ospitati nella sua canonica così come molte altre persone che avevano la necessità di stare nascosti, fra questi anche alcuni ebrei. Il dopoguerra lo vide in prima linea per preparare i giovani nel campo delle attività sociali, aiutandoli ad affrontare i grandi problemi di quegli anni: li preparò al problema emigratorio e a quello della famiglia.

Nel fervore di quegli anni pose mano anche alla canonica, divenuta simbolo della ospitalità di don Luigi: provvide infatti a demolire il vecchio fabbricato e a realizzarne uno nuovo, oggi utilizzato per le attività sociali della comunità di Vergnacco.

Alla sua scomparsa nel marzo del 1964 una folla imponente lo accompagnò alla tomba nel cimitero del paese dove la sua gente ha voluto scrivere: “Sior Santul/te lus/tal scur/ogni di cun noatris/le vuestre memorie” (Nella luce/nelle tenebre/ ogni giorno con noi/ la tua memoria).

Dove e quando:
don Luigi Pividori (1904-1964)