IL RICORDO DEI PATRIOTI DELLA BRIGATA OSOPPO

IL RICORDO DEI DEFUNTI E LA FESTA DELLA UNITA' NAZIONALE IN UN MOMENTO DIFFICILE DEL NOSTRO PAESE
In questi giorni in cui si rende onore alle Forze Armate e si festeggia il Giorno dell’Unità Nazionale, l’APO ha ricordato i tanti uomini e donne delle Brigate Osoppo che hanno dimostrato con il proprio sacrificio personale di aver amato la Patria: varie delegazioni si sono recate nei tanti luoghi dove sono sepolti coloro che hanno combattuto per la difesa dei propri “Fogolars” come dice il motto osovano. Sono così stati ricordati uomini e donne straordinari cui è toccato vivere momenti tragici della nostra storia ma che hanno saputo affrontare con coraggio situazioni drammatiche. “Abbiamo reso omaggio – afferma il presidente dell’APO Roberto Volpetti - alle tombe dei nostri uomini: alle tante medaglie d’oro fra i quali ricordiamo Renato Del Din, Giovanni Battista Berghinz, Aldo Zamorani e Giuseppe De Monte, ai comandanti osovani come Candido Grassi, Manlio Cencig e Marino Silvestri, altri come Giorgio Zardi, Pietro Pascoli, Federico Tacoli e Cesare Marzona che per lunghi anni sono stati presidenti dell’APO. Non abbiamo dimenticato le grandi figure di sacerdoti che ci hanno accompagnato come don Emilio de Roia, don Redento Bello e don Ascanio de Luca. Un ringraziamento al Comune di Udine che provvede a ricordare Gastone Valente, osovano ucciso alle malghe di Porzus, e cittadino benemerito della nostra città.” “Un fiore - continua Volpetti - è stato portato ai monumenti funebri ove sono sepolti assieme partigiani della Osoppo: quelli di Udine, di Attimis, di Gemona del Friuli e di Casarsa dove sono sepolti i partigiani della Osoppo di quel paese, fra i quali Guidalberto Pasolini. Infine una corona è stata posta sul sacello che sul muro del Cimitero udinese ricorda i fucilati del febbraio 1945 ” “Rendere onore a queste persone – conclude Volpetti – riveste oggi un significato particolare ed importante: il sacrificio e la dedizione personale costituiscono il primo fattore di salvezza nei momenti bui che ogni comunità attraversa. Nè vane parole, né polemiche, né  protagonismi o  esibizionismi contribuiscono a risolvere i problemi, anzi di solito li aggravano. La testimonianza dei tanti osovani costruisca ancora oggi l'esempio da cui ripartire."
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