La data del 10 febbraio è dedicata al Giorno del Ricordo, ovvero alla tragedia dell’esodo e delle foibe, ma nello stesso giorno ricorre l’anniversario della scomparsa di un martire della barbarie che ha contrassegnato la seconda Guerra mondiale: Giovanni Palatucci, funzionario della Polizia di Stato di Fiume e, a partire dal febbraio 1944, Questore reggente della città capoluogo del Carnaro.
Nella sua posizione ebbe modo di conoscere l’impatto delle leggi razziali e, in quel contesto, cercò di fare quello che la sua posizione gli permetteva, creando, attraverso una rete di amici, una strada per salvare molti ebrei dai campi di sterminio. Un calcolo approssimativo stima in più di cinquemila il numero di persone che egli aiutò a salvarsi.
Palatucci venne arrestato dagli occupanti nazisti il 13 settembre dello stesso anno poichè venne rinvenuto un piano relativo alla sistemazione di Fiume come città indipendente, tradotto in lingua inglese. Dopo essere stato imprigionato nel carcere di Trieste, il 22 ottobre successivo venne trasferito nel campo di concentramento di Dachau dove morì il 10 febbraio del 1945.
La grandezza di questa figura ha trovato espressione in questi ultimi anni tra le istituzioni e le autorità civili, registrando un aumento di iniziative per il conferimento di titoli in memoria, di intitolazioni di vie, piazze e scuole. Un crescendo che ha trovato riscontro nel processo di beatificazione in corso presso la Chiesa cattolica, con causa intestata al «Servo di Dio Giovanni Palatucci, laico, funzionario della polizia di Stato, martire in odio della fede».
Di seguito l’elenco dei principali riconoscimenti conferiti:
ll 17 aprile 1955 fu concessa la Medaglia d'Oro alla memoria dall'Unione delle Comunità Israelitiche d’Italia con la seguente motivazione: «Commissario all'Ufficio stranieri della Questura di Fiume, tanto operò in favore degli ebrei e di altri perseguitati, che venne arrestato dai nazisti nel settembre 1944 e deportato in Germania. Le sevizie e le privazioni del campo di sterminio, a Dachau, ne troncarono, alla vigilia della liberazione, la mirabile esistenza. Se al suo nome nello Stato d'Israele sono state dedicate una via e una foresta, gli ebrei d'Italia vogliono anch'essi onorarne il ricordo».
Il 12 settembre 1990 lo Yad Vashem lo riconosce Giusto tra le nazioni.
Il 15 maggio 1995 la Repubblica italiana gli ha conferito la Medaglia d’oro al merito Civile.
Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma ha emesso un editto per l'apertura del processo di beatificazione di Giovanni Palatucci, avvenuta formalmente il 9 ottobre 2002, mentre nel 2004 si è conclusa la fase diocesana del processo di canonizzazione e Palatucci è stato proclamato Servo di Dio.
In occasione della cerimonia ecumenica giubilare del 7 maggio 2000 papa Giovanni Paolo II lo ha annoverato tra i martiri del XX secolo.
Anche la città di Udine ha commemorato la figura di Giovanni Palatucci:il 5 marzo del 2022 è stato a lui dedicato un gelso piantato nel Parco della Rimembranza.