FRANCO MARINI: UNO COME NOI, UN UOMO DEL POPOLO

Il 9 febbraio sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa di Franco Marini. A inizio gennaio 2021 fu colpito dal COVID e ricoverato all'ospedale di Rieti. A fine mese fu dimesso e dichiarato guarito, tuttavia alcuni giorni dopo, a seguito di una riattivazione della malattia, fu ricoverato in una clinica di Roma, dove è deceduto il 9 febbraio.

Nei giorni successivi alla scomparsa, i giornali e le televisioni hanno diffusamente ricordato la sua figura: sindacalista, ministro del lavoro, deputato, senatore, parlamentare europeo, presidente del Senato. Una carriera politica di primo piano che, nel 2013, lo ha visto sfiorare di poco la elezione alla Presidenza della Repubblica.

Sono state ricordate anche le sue origini abruzzesi: era nato nel 1933 a San Pio delle Camere in provincia dell’Aquila, da una famiglia di modeste condizioni. A nove anni la famiglia si trasferì a Rieti, per seguire il padre operario presso un’azienda in quella città. Conseguita la laurea in giurisprudenza svolse il servizio militare come ufficiale negli alpini, restando poi legato in modo speciale con il mondo degli alpini in congedo. Iniziò quindi la sua carriera come sindacalista prima fino a giungere ai vertici della politica nazionale.

Sono stati ripercorsi anche i suoi intensi rapporti con la politica friulana: Marini fu sempre legato al sindacato cattolico e alla corrente democristiana di Forze Nuove, che anche qui in Friuli aveva esponenti di primo piano come Mario Toros e un forte radicamento popolare. Dopo il 2013, Marini non si ricandidò più al Parlamento considerando, a ottanta anni, chiusa la sua carriera politica. Fu però nominato presidente del Comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, ovvero la struttura incaricata di preparare e gestire le grandi ricorrenze di interesse nazionale. In tale veste lo abbiamo contattato nel 2014 per invitarlo a partecipare alla cerimonia del Bosco Romagno che si tenne il 22 giugno. Ecco quanto ci disse, fra l’altro, nel suo intervento:

"Sappiamo tutti l'azione pervicace di occultamento dei fatti e perfino di mistificazione degli avvenimenti protrattasi negli anni. Di Porzus non si doveva parlare. Non si doveva sapere. O, nel caso, si dovevano nascondere le responsabilità, le colpe. Manipolando le ragioni e i torti. E' una brutta pagina della nostra storia repubblicana. Il 29 maggio 2012, rendendo omaggio alle vittime dell'eccidio, Giorgio Napolitano diceva: .Cosa ci insegna questa "zona d'ombra" su cui sono occorsi decenni e sforzi di tanti, a cominciare da voi che siete qui oggi, perché la luce potesse risplendere sulla verità? Credo che l'insegnamento più importante sia che non bisogna aver paura della verità e, insieme, quanto il rischio che "ragioni superiori" possano sempre metterla al rischio, ieri come oggi. Non bisogna aver paura della verità non solo per rispetto delle persone, per dare ragione a chi ha ragione e torto a chi ha torto, ma perché sulla verità si fonda la libertà, la libertà di tutti e di ognuno. E quando la verità viene oscurata tutti siamo meno liberi, e quindi più esposti, anche quegli stessi che hanno operato perché la verità venisse maltrattata e negata."

Quando sentimmo quelle parole abbiamo avuto conferma ancora una volta, e in modo chiaro e netto, che la nostra linea era vincente. C’era solo da perseverare e attendere che i risultati ed i riconoscimenti venissero da soli. E fu proprio così: perché di lì a un anno e mezzo, nel febbraio del 2016 riuscimmo a organizzare un convegno nazionale sulle formazioni partigiane autonome: riuscimmo a riunire presso la Sede della Provincia di Udine, storici e rappresentanti delle Associazioni dei partigiani autonomi: quelle della FIVL ed anche altre realtà come la Brigata Maiella, che fu una storia incredibile e straordinaria.

Franco Marini fu entusiasta di questa proposta e ci tenne ad essere presente, anche per rendere onore ai suoi conterranei abruzzesi della Brigata che, come noto, combatterono sotto le insegne dell’esercito inglese. Fu un febbraio intenso e impegnativo: il convegno e la cerimonia di Porzus.

Franco partecipò con passione a tutti gli incontri, rilasciando interviste sui giornali locali e dando il lancio ad una iniziativa quanto mai stimolante. Venne a Canebola alla messa e si capì che era rimasto assai colpito da questa realtà di popolo che l’APO rappresenta. Ce lo confermò poi in varie occasioni.

Franco Marini, certamente fu addentro fino nei più profondi ed importanti gangli del potere romano. Ma io credo che sia stato capace di mantenere sempre un rapporto vivo e schietto con il popolo: è stato capace e attento a cogliere le esigenze di libertà e a difendere le spinte costruttive che vengono dal basso. Mi ha colpito un episodio che è stato ricordato. Negli anni Settanta le università erano sottoposte a un violento predominio delle organizzazioni di estrema sinistra: chi non era con loro e sosteneva posizioni diverse subiva violenze che avevano lo scopo di impedire una espressione che non fosse quella della sinistra estrema (bisogna che ogni tanto ricordiamo questi tragici anni…). In particolare gli studenti che appartenevano ai Cattolici Popolari subivano violenze fisiche impressionanti. Franco Marini allora vice segretario della Cisl, dispose che il picchetto d’ordine del sindacato venisse disposto in università a difesa degli incontri organizzati dagli studenti cattolici. E capitò pure che, in un’occasione, lui stesso si schierò nel picchetto affrontando uno scontro con un gruppo di autonomi.

Ecco allora che le parole di Franco sulla difesa della verità e della libertà assumono un altro significato e tutto ciò gli rende onore.

A cinque anni dalla sua scomparsa abbiamo avuto testimonianza dell’affetto immutato e del vivo ricordo che Franco ci ha lasciato: Ivano Strizzolo, uno dei suoi più cari amici in Friuli, ha giustamente lanciato su Facebook un breve commento per ricordarlo. A questo primo lancio sono seguiti tutta una serie di interventi e di foto che ricordavano la sua presenza in Friuli. Non ti abbiamo dimenticato Franco!

Roberto Volpetti

Dove e quando:
9 febbraio 2026
Franco Marini (1933-2021)