Ricorre il 3 maggio il 50° anniversario della scomparsa di Enrico Peressutti, che è stato uno dei più prestigiosi architetti italiani del Novecento.
Era nato nel 1908 a Pinzano al Tagliamento, ma nel 1913 la famiglia si trasferisce in Romania dove il padre Giovanni Battista, lavora come architetto e costruttore. Nel 1927 Enrico terminati gli studi liceali, si trasferisce a Milano, iscrivendosi alla facoltà di Architettura del Regio Istituto Tecnico Superiore (futuro Politecnico). Dopo la laurea (luglio 1932), Enrico forma con i tre compagni di studio, Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso ed Ernesto Nathan Rogers il Gruppo BBPR. Nel 1933-36, è con i soci redattore della rivista "Quadrante". Nel 1935, oltreché dei CIAM (Congressi Internazionali Architettura Moderna), diventa membro della commissione per le manifestazioni di arte moderna dell'Associazione Cultori d'Architettura e nel 1939 della Maison des Artistes del Chateau de la Sarraz, presso Losanna (in occasione del Congresso a Zurigo).
Nel 1939 entra a far parte del movimento Giustizia e Libertà, e insieme ai soci allaccia contatti con i gruppi antifascisti. Richiamato sotto le armi nel giugno 1941, in agosto è inviato sul fronte russo come interprete di rumeno. I compagni si disperdono: Rogers, di origine ebraica, deve rifugiarsi in Svizzera a causa dell'occupazione germanica. Banfi e Belgiojoso vengono arrestati nel marzo del 1944 per collaborazionismo coi partigiani e finiscono deportati nel campo di concentramento di Gusen, dove Banfi morirà. Peressutti continua, molto limitatamente, l'attività. Peressutti entra a far parte del comitato militare del CLN, e la sua attività professionale gli è utile per svolgere opera di rilevamento dei depositi di armi dell'esercito tedesco e della Repubblica Sociale Italiana, per poi informarne i partigiani e gli alleati. Dalla liberazione alle prime elezioni, Peressutti è vicecommissario del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale per l'Alta Italia) per i lavori pubblici nella provincia di Milano. Aderisce poi al Partito Socialista Italiano.
Nel dopoguerra inizia una intensa carriera professionale che lo vede docente universitario a Londra e negli Stati Uniti (Boston, Princeton, Yale, Illinois). Insegna poi presso lo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia). Peressutti è stato membro di numerose istituzioni italiane e straniere, e ha tenuto innumerevoli conferenze. Nella sua attività Enrico Peressutti ha stretto rapporti con numerosi artisti e intellettuali, tra cui: Gillo Dorfles, Walter Gropius, Peggy Guggenheim, Renato Guttuso, Le Corbusier, Thomas Maldonado, Adriano Olivetti. Ammalatosi di tumore, Enrico Peressutti muore a Milano il 3 maggio 1976. Viene sepolto a Pinzano al Tagliamento suo paese natale.