Domenica 21 giugno si svolgerà a Cividale del Friuli la cerimonia commemorativa in ricordo dei caduti osovani delle malghe di Porzûs e del Bosco Romagno, nel solco della memoria storica legata ai solenni funerali celebrati il 21 giugno 1945 nel Duomo cittadino. In quella stessa giornata, i 19 feretri furono successivamente trasferiti a Udine, dove si tenne una cerimonia presso il Tempio Ossario.
Le giornate di giugno del 1945 rappresentarono un momento di profondo dolore e di forte tensione per la Brigata Osoppo. Nelle settimane precedenti era infatti emersa con chiarezza la verità sui fatti accaduti e, prima della smobilitazione dei reparti, si avvertì la necessità di rendere il dovuto onore a Francesco De Gregori “Bolla” e ai suoi uomini, nonché di chiedere giustizia per i caduti della Prima Brigata, morti per la libertà dell’Italia. Alle onoranze funebri del 21 giugno seguirono, il 22 giugno, la presentazione della denuncia al Procuratore del Re di Udine e, il 24 giugno, la cerimonia in piazza Primo Maggio per la smobilitazione dei reparti.
La ricorrenza sarà celebrata con un momento pubblico di commemorazione dedicato al sacrificio degli osovani, con l’obiettivo di rinnovare la memoria di una delle pagine più significative e dolorose della storia della Resistenza friulana. La celebrazione avrà luogo presso l’area di ingresso al Parco del Bosco Romagno, a Cividale del Friuli, con inizio alle ore 10.30, dopo la deposizione delle corone al cippo commemorativo. Sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Cividale del Friuli, Attilio Vuga e delle altre autorità presenti, nonché gli interventi del presidente dell’APO, Roberto Volpetti, e della medaglia d’oro Paola Del Din.Tra gli interventi istituzionali sono previsti anche quelli in rappresentanza del Comune di Udine e del Consiglio regionale. L’orazione ufficiale sarà affidata allo storico Andrea Monopoli, autore di numerosi studi dedicati alle vicende del Confine Orientale.
La commemorazione sarà preceduta da una breve cerimonia, in programma alle ore 10.00 a Novacuzzo di Prepotto, presso l’Azienda Vinicola Ronc Soreli, dove due anni fa è stata collocata una lapide in memoria del luogo in cui fu ucciso il gruppo più numeroso degli osovani prigionieri, tra i quali Guido Pasolini. La sua vicenda rappresenta uno degli episodi più drammatici di quella tragica sequenza di eventi: ferito e riuscito inizialmente a fuggire, fu ritrovato alcune ore più tardi e ricondotto sul luogo dell’esecuzione, dove venne ucciso.