CORREVA L’ANNO 1995….. L’INTERVENTO DI PIERGIORGIO BRESSANI ALLA CERIMONIA DELL’ECCIDIO DELLE MALGHE DI PORZUS

Era un anniversario particolare: cinquanta anni trascorsi dall’eccidio delle malghe di Porzus. Il Muro di Berlino era caduto da poco più di cinque anni e già si stavano rivelando i profondi cambiamenti che questo nuovo scenario stava provocando. A Canebola come ogni anno a partire dal 1946 l’Osoppo si ritrovava a ricordare questi fratelli uccisi per la libertà dell’Italia. L’appuntamento era per domenica 5 febbraio e l’oratore prescelto fu Piergiorgio Bressani, il quale ormai aveva concluso il suo straordinario percorso politico, che lo aveva portato a ricoprire cariche di notevole responsabilità: deputato dal 1963 al 1986, sottosegretario dal 1976 al 1981, sindaco di Udine dal 1985 al 1990, da ultimo componente del Csm dal 1990 al 1994. Si sentiva quindi probabilmente libero di poter esprimere con chiarezza il suo giudizio su questa triste vicenda. E infatti l’intervento che tenne lì sul piazzale davanti alla chiesa di Canebola è uno di quelli che rimane nella storia, che va letto riga per riga.

 

Di quella giornata di febbraio l’Associazione ne fece un libretto che riportava non solo il suo intervento, ma anche la presentazione da parte di Antonio Comelli (1920-1998), già presidente della Regione e che orgogliosamente accosta al proprio nome quello di “Corte” ovvero il suo nome di battaglia da partigiano (forse era la prima volta che associava su un documento il suo nome di battaglia al suo nome). Anche il breve testo di presentazione di Comelli, una pagina, va letto in controluce perché fornisce importanti elementi di riflessione. Oltretutto ci testimonia un aspetto relativo proprio a Piergiorgio Bressani e che non è mai emerso. Dice a un certo punto infatti Comelli riferendosi a Bressani: “Negli anni della Resistenza l’oratore, giovanissimo era già attivo elemento di collegamento del movimento della Osoppo in città. Ha tenuto alti quegli ideali nella sua lunga esperienza, di uomo politico, di rara sensibilità, coerenza ed intelligenza, di deputato e di uomo di Governo.” Troviamo qui conferma di quel sodalizio che storicamente vi fu fra Comelli e Bressani e che certamente si può dire trova radice proprio in quella esperienza giovanile nella Osoppo che per entrambi fu determinante. Il libretto poi si chiude con l’intervento di Aldo Bricco “Centina” come noto il comandante osovano che doveva sostituire “Bolla” al comando del presidio delle Malghe di Porzus e che riuscì a scampare all’eccidio lanciandosi lungo la scarpata. Vogliamo offrire a tutti questo importante documento, oggi pressoché introvabile e che ci ripromettiamo di ristampare, corredandolo ed ampliandolo con ulteriori interventi.

Dove e quando:
Piergiorgio Bressani (1929-2022)