Il 18 maggio ricorre il decennale della scomparsa di Adriano Degano, personalità di grande rilievo, noto soprattutto per essere stato per 40 anni Presidente del Fogolâr Furlan di Roma. Nato a Povoletto il 16 settembre 1920, partecipò alla Resistenza nella Divisione Garibaldi Natisone, esperienza che ha riportato, assieme ai suoi ricordi più significativi, nel libro del 2009 “Paulêt mi sovèn…Povoletto mi ricorda...Storie, fatti, documenti, personaggi” edito da La Nuova Base. Nel 2007 era stato l’autore del volume “Friuli. Natura, geologia, storia, paesaggio e arte”.
Laureatosi in lettere nel 1946, divenne funzionario dell’INPS sino a ricoprire l’incarico di dirigente generale dell'Ufficio Rapporti Internazionali. Al termine della carriera ha continuato ad occuparsi di emigrazione assumendo la presidenza dell'UCEMI in seno alla Fondazione Migrantes, organo della Conferenza Episcopale Italiana.
Nel dopoguerra ha diretto i Quaderni della Famiglia Artisti Cattolici “Giuseppe Ellero” (FACE), associazione di cui è stato vicepresidente.
Dal 1974 al 2014 ha presieduto il Fogolâr furlan di Roma dirigendo i periodici “Fogolâr Furlan” e “Presenza friulana”.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti pubblici per l’attività di promozione del Fogolâr Furlan, dell’Ente Friuli nel Mondo e del Friuli in generale: cittadino onorario di Venzone e di Povoletto ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Nadal Furlan 1993, il Premio Epifania 2003, la Medaglia d’oro della Regione Friuli Venezia Giulia, il Sigillo dell’Università di Udine, il Premio “Udine. Città della Pace”.Era stato insignito dei titoli di cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica, commendatore dell’Ordine del Sacro Sepolcro, accademico dell’Accademia internazionale Teatina per le Scienze con sede a Chieti, accademico degli Incamminati di Forlì, accademico della Deputazione di Storia Patria del Friuli, consigliere di Friuli nel mondo, presidente dell’Ucemi, Federazione internazionale associazioni cristiane degli emigranti italiani.
Come ricordato, Adriano Degano fu uno dei soci fondatori e, per molti anni, dirigente della FACE, sodalizio al quale, nel dopoguerra, aderirono molti giovani artisti friulani alcuni dei quali avevano partecipato alla Resistenza nella Osoppo. Qualche anno fa la nostra Associazione ricevette una considerevole parte della documentazione della FACE che era stata custodita dal suo segretario rag. Della Negra.
Adriano Degano, a sua volta, dispose che la documentazione di cui era in possesso fosse aggiunta a quella conservata presso l’APO per realizzare così un fondo unico. Questa iniziativa è stata concretamente realizzata, negli anni scorsi, dall’architetto Vito Paterno che ha riordinato e catalogato tutto il materiale presente nell’archivio Degano, consegnandolo poi al nostro Archivio Biblioteca “movm Renato Del Din”.
Questa importante attività di riordino ha recentemente avuto un seguito: il Fogolâr Furlan di Roma, su indicazione del Ministero dei beni e delle Attività culturali, ci ha consegnato ulteriori faldoni contenenti documentazione riguardante l’attività culturale e artistica promossa di Adriano Degano a partire dal dopoguerra. Ulteriore materiale ci è stato consegnato nei giorni scorsi da Luigi Papais, anch’egli in possesso di alcuni faldoni dell’archivio Degano.
Grazie a ciò, oggi disponiamo di una grande mole di materiale che ora necessita di essere esaminato per poterlo poi catalogare.
Ci apprestiamo quindi a metter mano a tutta questa importante documentazione proprio nella ricorrenza del decennale della scomparsa di Adriano. Per questo abbiamo affidato a Gianni Nistri, conoscitore dell’attività e dell’interesse di Adriano Degano per il mondo della cultura e dell’arte, il compito di effettuare una prima ricognizione del materiale di cui disponiamo. Riteniamo sia questo un modo più concreto per ricordare degnamente questa figura così significativa della cultura friulana, che ora riposa nella nativa Povoletto.